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Piazza Duomo. Fontana sul fiume Amenano (Tito Angelini, 1867).
Il fiume scorre nel sottosuolo lavico, riaffiorando in questo breve tratto per poi scomparire nuovamente e im-mettersi diretta-mente in mare. La statua del giovane in alto rappresenta il fiume. La fontana viene chiamata "acqua a linzolu" (acqua a lenzuolo) per il velo d'acqua, a volte continuo, che forma. |
La villa bellini
Quelle due collinette che avevano impedito al duca di Camastra di tracciare nella rinascente Catania post terremoto la via Etnea come linea ideale congiungente la piazza della cattedrale con il cratere centrale dell'Etna, si trovavano, nel settecento, "fuori porta", essendo il limite della città alla "Porta di Aci", attuale piazza Stesicoro. In quegli anni di ricostruzione, un ricco patrizio catanese, Ignazio V di Biscari, costruisce attorno alle collinette un grande parco, detto il "Labirinto", per la mondanità e lo svago dell'imparruccata aristocrazia cittadina. Nel secolo successivo il "Labirinto" passa di mano e viene acquisito dal Comune che lo trasforma in giardino pubblico. Il parco prende in seguito il nome di "Villa Bellini" in onore del maestro catanese. Comunemente viene indicato col termine " 'A Villa" (La Villa), essendo, se non proprio l'unico parco della città, certamente il più importante. |
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